SNOW-LAND

Il 2015 e il 2016 sono stati gli anni più caldi da quando se ne tiene registrazione. Il cambiamento climatico non è più un’ipotesi futura, ma un fenomeno presente. La transizione da un habitat ad un altro costringe le società ad adattarsi (resilienza), spostarsi (migrazioni) o a RESISTERE, imprimendo mutazioni artificiali sull’ambiente. Questo lavoro indaga la RESISTENZA delle comunità a questo mutamento epocale, attraverso il filtro del TURISMO MONTANO INVERNALE. Le Dolomiti, oltre ad essere patrimonio naturale dell’umanità protetto dall’UNESCO sin dal 2009, sono un’attrazione che richiama ogni anno milioni di visitatori, generando un indotto che sostiene e coinvolge l’intera area. Con l’aumento delle temperature assistiamo ad uno spostamento della stagionalità e delle precipitazioni nevose, con un deciso accorciamento del periodo di neve naturale. Non vi è più un bianco Natale, bensì verde. Per evitare un tracollo economico, sociale e culturale Pubblica Amministrazione e privati hanno reagito ricostruendo artificialmente “l’INVERNO”. Il comprensorio sciistico dolomitico, tra i più grandi al Mondo, provvede all’innevamento programmato di quasi 1200 km di piste ed è in grado di trasportare con i suoi impianti sino a 630.000 sciatori all’ora. Nonostante l’assenza di neve naturale, in questi ultimi anni il flusso turistico è addirittura aumentato.

Da novembre a marzo le Dolomiti mutano pelle, trasformando le vedute mozzafiato in sfondi ideali per un enorme parco della NEVE artificiale.

SNOW-LAND.